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SBQ Magazine

3/4 - 2011

LA 'MANUEL STORY'

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Ci sono anche storie belle, come quella di Manuel, nato il 28 febbraio 2010, poche settimane prima dell’inizio del duro percorso del ragazzino di Treviso, vicende di cui raramente veniamo a sapere, perché alla stampa generalmente non interessano.

La storia di Manuel non è semplicemente bella, è meravigliosa, perché è il primo neonato venuto al mondo senza 'Terreno Oncologico', pur avendo i genitori entrambi TO positivi.

Per comprendere il significato di questa ‘misteriosa’ affermazione è doveroso approfondire  l’argomento con il dottor Sergio Stagnaro,  fondatore della Semeiotica Biofisica Quantistica.

Che cos’è il 'Terreno Oncologico' o TO?

Il 'Terreno Oncologico', da me scoperto nel  2001, e recentemente rinominato 'Terreno Oncologico Di Bella' (Sergio Stagnaro, Il 'Terreno Oncologico di Di Bella', 11 ottobre 2010) è come dice la parola stessa il “Terreno” dove potrebbe spuntare  “improvvisamente” un giorno il cancro in un soggetto. C’è da sottolineare che non tutte le persone hanno questo “Terreno”, e che tramite una fine diagnostica al letto del paziente si può determinare fin dalla nascita se un soggetto abbia o meno il TO.  Anche nel soggetto senza TO possono insorgere ed insorgono cellule “asociali”, maligne, le quali però vengono distrutte dalla efficace difesa anticorpale oppure vengono fatte ritornare normali. In altre parole, queste cellule tumorali non superano i primi stadi della replicazione.

Perché è importante diagnosticare fin dalla nascita questo 'Terreno'?

La Semeiotica Biofisica Quantistica - SBQ - insegna che coloro i quali sono negativi per il 'Terreno Oncologico' mai potranno ammalarsi di cancro, eccetto – forse – rarissime situazioni di particolare indebolimento dei meccanismi di difesa (individuo in dialisi, anemico, deperito, con gravi problemi cardiocircolatori, eccetera) mentre ovviamente i soggetti positivi per il 'Terreno Oncologico', potrebbero essere a rischio di cancro.  Interessante il fatto che la SBQ permette al medico di riconoscere il 'Reale Rischio Congenito', situato in una precisa area di un sistema biologico.  Sulla base di questa diagnosi è possibile perciò dar luogo ad una vera ed efficace prevenzione primaria solo sui soggetti finemente selezionati in modo razionale grazie all’originale diagnostica della SBQ. 

C’è forse una motivazione ereditaria che distingue fin dalla nascita i soggetti positivi e negativi per il TO?

Certamente. 'Terreno Oncologico' positivo è indice di alterazione genetica del DNA mitocondriale materno. Ciò vuol dire che nei soggetti con 'Terreno Oncologico' positivo, a monte c’è una ben definita citopatia mitocondriale, stato di sofferenza respiratoria della cellula, da me chiamata ICAEM (Istangiopatia Congenita Acidosica Enzimo- Metabolica), derivante a sua volta da un’alterazione genetica del DNA mitocondriale quasi sempre di parte materna.

"..Potrebbero essere a rischio di cancro": perché ha usato il condizionale?

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L'USO "IMPROPRIO" DELLE STAMINALI

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 In questi ultimi tempi si parla spesso dei recenti risultati della ricerca sulle cellule staminali e delle sue innovative applicazioni terapeutiche, al punto che non è più un argomento di stretta pertinenza medico-scientifica, ma è diventato giocoforza una conoscenza di interesse pubblico, dato che riguarda la salute di ognuno di noi.  Per capirne un po’ di più abbiamo intervistato il dott. Sergio Stagnaro, che in una sua recente lettera aperta mette in guardia gli scienziati e l’opinione pubblica sull’uso improprio delle staminali.

Dott. Stagnaro, che cosa sono le cellule staminali?

Notoriamente, le cellule staminali o cellule di ricambio (in inglese, “spare cells"), sono cellule che, da un lato, hanno la capacità di riprodursi per lungo tempo senza differenziarsi, cioè senza trasformarsi in cellule specializzate, ma, d’altra parte, sotto certe condizioni, esse possono evolvere nella direzione di linee cellulari altamente differenziate, diventando cellule nervose, muscolari, cardiache, eccetera. Queste cellule specializzate, come riferiscono i mass-media, possono essere usate nel trattamento di particolari malattie insorte sulla base di malformazioni genetiche, dal momento che si possono coltivare artificialmente ed il loro codice può essere riprogrammato benché, a mio parere, ciò avvenga secondo un errato presupposto, che spiegherò tra poco. Se tutto ciò che si afferma corrispondesse a verità, le cellule staminali, introdotte nell’organismo, dovrebbero essere sempre in grado di sostituire efficacemente le cellule malate: un primo passo verso l’immortalità! Tra le molte patologie che si pensa di poter curare c’è, ad esempio, il diabete mellito tipo2.

Perché parla di errato presupposto?

Procediamo con ordine. Accanto alle cellule staminali del cordone ombelicale e a quelle embrionali (cellule totipotenti), ci sono le cellule staminali adulte (unipotenti), con sede nel midollo osseo, cervello, sangue, cuore, eccetera, note ai medici da oltre trent’anni. Il punto centrale del problema concernente la produzione di staminali dovrebbe essere necessariamente quello di produrre embrioni mediante le tecniche di clonazione oggi disponibili, oppure di utilizzare embrioni extra, non-utilizzati, derivanti da inseminazione artificiale. Simili embrioni dovrebbero crescere fino allo stadio di blastocisti, cioè per circa un paio di settimane di vita, e infine le cellule staminali potrebbero essere isolate dalla massa cellulare interna. Questo chiaramente significa distruggere l’embrione e comporta problemi seri di natura differente, come ad esempio quelli etici di difficile soluzione, com’è ben noto, ma che, secondo il mio personale parere, dovrebbero essere affrontati dopo che altri siano stati sottoposti ad una attenta considerazione e risolti. Sono problemi apparentemente trascurati da tutti gli scienziati, ma che a mio parere rappresentano l’ “Anfangspunkt” di una seria discussione sulle cellule staminali.

A quali altri problemi, oltre a quelli etici, si riferisce?

Posto il problema etico per il momento tra parentesi, mi riferisco in modo particolare alle questioni che si possono sollevare grazie alla cinquantennale produzione scientifica della semeiotica biofisica quantistica.  Per quanti ancora non la conoscano, o ne abbiano vaghe conoscenze, ne riprendo brevemente alcuni punti essenziali.
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