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SBQ e genomica ondulatoria

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La scoperta del genoma frattale, gli approfondimenti sulla struttura frattalica del genoma mitocondriale, e la validazione SBQ, già con la Manuel story, del PRFGF (Principle of Recursive Fractal Genome Function) di Pellionisz, legittimano l’esistenza di una comunicazione diretta e bidirezionale tra i due tipi di DNA e strutture a valle (proteine, mitocondri, ecc.). Si tratta ora di comprendere in che modo tale comunicazione avvenga, come in sostanza venga trasmessa l’informazione, ed in quali casi essa retroagisca effettivamente, da un lato e dall’altro influenzando e portando mutamenti strutturali e funzionali. 

Occorre ricordare che nei sistemi biologici la trasmissione dell’informazione, o meglio dell’Energia-Informazione (EI), avviene in due modi diversi: per mezzo della realtà locale (nello spazio-tempo, da A e B) e per mezzo della realtà non-locale (sincronicamente e simultanetamente).  In quest’ultimo caso la materia-energia-informazione non si diffonde secondo i canali usuali come ad esempio il sistema linfatico, il sistema sanguigno, il sistema nervoso, ecc. bensì per bio-risonanza sfruttando le proprietà del DNA antenna e dell’ampia gamma di trasmettitori e ricettori di cui siamo dotati nei nostri sistemi biologici.

A tal riguardo gli studi e le ricerche compiuti da Peter Gariaev sulla 'waves genomics' (genomica ondulatoria) sono di notevole rilievo scientifico, confortati sperimentalmente sia dallo stesso scienziato russo, sia dai ricercatori della SBQ. Gariaev ipotizza e conferma con più esperimenti che il genoma è una struttura 3D in continua rotazione, che emette delle radiazioni. Il genoma umano trasmette e riceve onde, funzionando come una radio rice-trasmittente. Tali vibrazioni vanno verso delle strutture riceventi (ricettori) ed arrivano da strutture trasmittenti (es. trasmettitori come i neuro-peptidi  e gli ormoni). 

E’ dunque possibile un feedback tra DNA e strutture a valle, in forza della ‘waves genomics’ di Gariaev. In linea con le scoperte della SBQ, già l’esperimento di Lory prova l’esistenza del quantum entanglement in biologia e la trasmissione a distanza dell’Energia-Informazione: una parallela coesistenza di realtà locale e non-locale nei sistemi biologici in forza di un DNA antenna in grado di ricevere, memorizzare, trasformare e trasmettere segnali quantistici mediante i geni.  Si tratta ora di fare un ulteriore passo in avanti e scoprire quali effetti produce la trasmissione di informazione dal DNA alle strutture a valle, e viceversa. 



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La reversione genetica del mit-DNA

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Thaliana Arabidopsis
Gli esperimenti del gruppo di scienziati russi capitanati da Gariaev testimoniano con successo l’esistenza di un feedback dall’alto verso il basso, ossia tra DNA a monte, e strutture a valle. Essi dimostrarono che i cromosomi emettono onde di energia, captabili nei punti più distanti dell’organismo. Nei loro esperimenti il DNA sembra capace di trasformare un tipo di frequenza in un altro, per inviare informazioni. Gariaev e colleghi compirono uno studio con dei semi di Thaliana Arabidopsis (Arabetta comune) – una piccola pianta della famiglia della senape molto usata nei progetti sul genoma – presi da Chernobyl all’epoca dell’incidente nucleare del 1987. Questi semi erano ritenuti certamente morti, uccisi da un bagno invernale di radiazioni nucleari. I ricercatori si  procurarono dei semi vivi e normali di questa pianta, esponendoli a un fascio laser, che fu poi diretto verso i semi di Chernobyl. Nel giro di pochi giorni, dai semi di Chernobyl sbocciarono piante di senape perfettamente sane. Gli esperimenti ebbero dunque esito positivo, dimostrando che l’informazione contenuta nelle onde prodotte dal DNA retroagisce favorevolmente su strutture a valle. 

Quel che interessa alla SBQ è invece vedere se ed in che modo le onde emesse da strutture a valle possono retroagire favorevolmente sulle dinamiche (struttura e funzione) a monte, ossia sul mit-genoma stesso, in caso ci sia ad esempio alterazione del mit-DNA. E’ chiaro che molto difficilmente ciò può essere possibile, a salvaguardia della vita stessa, perché immaginiamo ciò che potrebbe succedere se andassimo a retroagire od addirittura modificare la struttura del mit-genoma, ogni qualvolta che respiriamo, mangiamo un pomodoro od assumiamo un qualsiasi farmaco. N-DNA e mit-DNA devono avere dei rigorosi meccanismi di controllo e selezione, in modo da filtrare ogni sorta di onda – informazione che possa giungere nelle sue vicinanze.

E’ su questo fondamentale punto che risulta interessante la collaborazione scientifica tra i ricercatori SBQ ed il fisico argentino Diego Lucio Rapoport, che studia genoma e DNA dal punto di vista geometrico-topologico. In accordo coi suoi studi è di fondamentale importanza riconoscere le caratteristiche topologiche del DNA, la cui struttura è del genere ‘bottiglia di Klein’ in caso di n-DNA, e  ‘moebus’ in caso di mit-DNA. Queste strutture, come testimoniato da Garaiev, sono in movimento rotatorio, ed il loro angolo di torsione e rotazione è, secondo Rapoport, un parametro di rilevanza notevole. A seconda dell’angolo di rotazione infatti, i componenti - basi del DNA possono assumere, o meno, delle sequenze palindromiche (es. OSSO, RADAR, ANILINA, messaggi che si possono leggere da entrambe le parti, in modo uguale),  permettendo così l’apertura di porte logiche, e dunque l’accesso all’intera struttura.

In generale, quando esiste una coerenza ondulatoria tra frequenze genomiche e frequenze di strutture a valle, è teoricamente possibile che queste ultime possano in qualche modo entrare in risonanza con le prime in modo da sortire delle dinamiche di retroazione in seno alla struttura genomica.
 
La SBQ, grazie alle sue sperimentazioni del 2011, conferma che l’impianto teorico di cui sopra contiene degli elementi di verosimiglianza, dato che è stata osservata in più soggetti la piena ed immediata reversione genetica delle loro alterazioni mitocondriali. La scomparsa di ICAEM e costituzioni SBQ è possibile per definizione soltanto se viene completamente sanata l’alterazione genetica del mit-DNA, ed è ciò che sostanzialmente è stato osservato già in cinquanta persone di entrambi i sessi, in una età compresa tra  10 e 85 anni (Stagnaro). 

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